PIANTE DA GIARDINO

Ortensie: quello che devi sapere sulla coltivazione e manutenzione

Ortensie: quello che devi sapere sulla coltivazione e manutenzione

Le ortensie sono piante amate e apprezzate per la delicatezza del colore del fiore, per la raffinatezza e l’eleganza che riescono a trasmettere ai nostri giardini. E’ un arbusto originario del Giappone che fu importato in europa alla fine del 1700, nel nostro continente ebbe un immediato successo per una specifica caratteristica e cioè la possibilità di variare il colore dei fiori dal rosa chiaro al blu più intenso per tutto il periodo di coltivazione. Questa caratteristica permette non solo di ottenere piante diverse tra loro ma allo stesso tempo le rende uniche e quasi inimitabili.

Ortensie nel linguaggio dei fiori

In Giappone esiste una leggenda che ancora oggi si ricorda. Una ragazza, mentre passeggiava di sera lungo una stradina fra le case dei pescatori di Kathara, vide delle bellissime ortensie che stavano per appassire. Decise allora di prendere alcuni fiori e riporli in un vaso davanti alla porta di casa. Si narra che, durante tutto l’anno, la ragazza non soffrì di malattie, visse in pace e guadagnò molto. Da allora, per i giapponesi, l’ortensia è una pianta che porta fortuna e gioia.

Quando fioriscono le ortensie?

La fioritura delle ortensie avviene generalmente in giugno e si protrae per tutta l’estate fino a settembre. Alcune varietà, come ad esempio Hydrangea Macrophylla, sono precoci e fioriscono nel mese di maggio. Altre varietà, come le Hydrangea paniculata sono più tardive, fioriscono più tardi da metà settembre a novembre. Possiamo affermare che i tempi di fioritura sono differenti per ogni varietà, ma indicativamente la fioritura avviene per tutte le specie dalla primavera inoltrata. Esistono moltissime varietà di ortensia che producono fiori dalle diverse colorazioni e forme. Alcune varietà producono fiori bianchi globosi o piatti, altre invece fiori rossi o blu le cui tonalità possono essere modificate con appositi prodotti.

Varietà di ortensie

Esistono numerose varietà di ortensie che si distinguono tra loro dalla forma e colore del fiore. Una prima distinzione obbligatoria è però quella che divide questo genere di pianta in due sezioni principali e cioè in Hydrangea e Cornidia.

Hydrangea contiene specie arbustive decidue, in questa sezione troviamo le specie di ortensia più comuni come ad esempio Hydrangea macrophylla, Hydrangea arborescens, Hydrangea hirta, Hydrangea serrata, Hydrangea scandens, Hydrangea paniculata e Hydrangea heteromalla. Fanno parte di questa sezione anche le ortensie rampicanti decidue Hydrangea petiolaris e Hydrangea anomala.

La sezione Cornidia comprende invece specie di ortensie sempreverdi arbustive e rampicanti. In questo gruppo troviamo le specie Hydrangea seemanni, Hydrangea integrifolia, Hydrangea peruviana, Hydrangea serratifolia e Hydrangea mathewsii solo per fare alcuni nomi.

La forma del fiore è altrettanto una distinzione obbligatoria, ne esistono di due tipi. Le varietà di ortensie che producono infiorescenze larghe e piatte vengono chiamate teller o lacecap e presentano una corona di fiori sterili intorno ad una parte centrale di fiori fertili. Altre varietà producono infiorescenze rotonde composte da soli fiori sterili.

Una distinzione basata sul colore è più complessa perchè il colore del fiore delle ortensie dipende dalla struttura chimica del terreno in cui viene coltivata, più precisamente è determinato dalla disponibilità di ioni di alluminio presenti nel terreno. I terreni acidi con un pH inferiore a 5.5 producono fiori blu, i terreni con pH superiore a questo producono fiori rosa. Le varietà di ortensie che appartengono alla specie Hydrangea macrophylla rispondono più velocemente e meglio, in termini di colorazione del fiore, al cambio di acidità del terreno. I colori che si ottengono vanno dal rosa al blu chiaro, dal lilla-porpora al blu intenso.

Ma attenzione, non tutte le ortensie cambiano colore del fiore in base all’acidità del terreno. Le ortensie che producono fiori bianchi, come ad esempio Hydrangea aspera, presentano la stessa colorazione indipendentemente dalla natura del terreno.

Ortensie bianche

Ortensie bianche

Coltivazione ortensie

Le ortensie sono piante che necessitano di una certa cura per crescere rigogliose e produrre eccezionali fioriture. Gli aspetti fondamentali da tener presente quando ci si accinge a coltivare una o più varietà di ortensia sono sicuramente il terreno, l’esposizione, le annaffiature e la manutenzione.

Quando e come piantare le ortensie

L’ortensia è una pianta che può essere coltivata in vaso, ma è preferibile coltivarla in piena terra. Il motivo è molto semplice, questa pianta non ama stare nei vasi perché presenta un esteso sistema di radici che costringerebbe a rinvasarle frequentemente. Ti consigliamo quindi di piantarla in giardino, lo puoi fare in ogni periodo dell’anno anche se il momento migliore per metterla a dimora in piena terra è l’inizio dell’autunno. Questo periodo dell’anno è ottimale perché la pianta ha la possibilità di sviluppare le radici prima del riposo vegetativo e ripartire in primavera in modo migliore. Il rinvaso dell’ortensia è consigliato sempre all’inizio dell’autunno.

Piantare un’ortensia in piena terra è molto semplice, basterà seguire il seguente procedimento:

  1. Scava una buca di volume doppio rispetto a quello del vaso
  2. Annaffia bene la pianta in vaso che vuoi piantare
  3. Prepara una miscela in parti uguali di terra di scavo e terriccio universale (possibilmente acido)
  4. Spargi una manciata di concime organico (stallatico pellettato) sul fondo della buca
  5. Aggiungi una parte della miscela precedentemente preparata
  6. Posiziona la pianta nella buca e aggiungi la restante miscela di terra
  7. Comprimi la terra e bagna abbondantemente

Clima

Le ortensie sono resistenti al freddo, sono quindi piante rustiche che sopportano senza problemi le temperature rigide invernali. Essendo delle piante che perdono le foglie durante l’inverno, le ortensie patiscono meno il freddo e riescono a resistere a temperature di -10/-15 gradi sotto lo zero.

Esposizione

Generalmente le ortensie amano esposizioni all’ombra e alla mezz’ombra, quest’ultima solo se il sole viene ricevuto al mattino. Esistono anche ortensie da pieno sole come ad esempio tutte le Hydrangea paniculata, Hydrangea quercifolia, Hydrangea arborescens Annabelle. Queste tre varietà di ortensie al sole devono essere annaffiate di più e con maggiore frequenza rispetto a tutte le altre varietà.

Terreno

L’ortensia è una pianta che si adatta a tutti i tipi di terreno purché ricchi di sostanze nutritive, ben lavorati (non devono essere presenti erbe infestanti) e drenanti (non formare ristagni idrici). Il punto di forza di questa pianta ornamentale non è solo la meravigliosa fioritura, ma anche la sua adattabilità. Di base, le ortensie sono piante acidofile che prediligono suoli molto acidi con pH 4 ma possono dare ottimi risultati anche in suoli neutri che presentano valori di pH 7 tipici dei terreni basici/alcalini. I principali alimenti che necessitano queste piante sono il ferro e l’alluminio, in terreni acidi (con almeno pH 5) la combinazione di questi due elementi è perfetta e le ortensie vivono e crescono bene. Un terreno con alto contenuto di calcio causa la clorosi ferrica, cioè un ingiallimento delle foglie dovuto appunto dalla mancanza di ferro.

Irrigazioni

Le ortensie necessitano di regolari annaffiature, specialmente nel periodo primaverile ed estivo. Devono essere irrigate con molta acqua in modo da raggiungere anche le radici più profonde e senza ristagni idrici. È quindi fortemente sconsigliato irrigare queste piante con frequenza e con poca acqua, altrettanto sconsigliato è “approfittare” di impianti d’irrigazione automatici come quelli che normalmente si adoperano per il prato.

Concimazioni

Un terreno ricco di sostanze nutritive è di fondamentale importanza per assicurare alle piante gli elementi necessari alla corretta crescita. Alla domanda “quando concimare l’ortensia?” la risposta corretta è in autunno e primavera. In autunno si somministra una manciata di concime organico che dovrà essere interrato di qualche centimetro con una zappa, in primavera si può utilizzare un concime per piante acidofile per aiutare la pianta a ricevere i necessari “alimenti” durante il periodo vegetativo.

Potatura ortensie

La potatura non è obbligatoria, ma se si vuole eseguire, le ortensie vanno potate in autunno inoltrato oppure a fine inverno quando le temperature non scendono sotto lo zero. Il motivo per cui si effettua la potatura è quello di eliminare i rami secchi o deboli, per dare spazio a fioriture più belle e abbondanti.

La potatura può essere eseguita ogni anno su esemplari che hanno almeno 5 anni d’età tagliando i rami vecchi della pianta a circa 7 cm dal terreno. La porzione di ramo tagliata deve poi essere estratta con estrema cura per non danneggiare gli altri rami. Attenzione però, se invece si effettua una potatura errata su un ramo giovane il risultato sarà disastroso perchè la pianta non riuscirà a produrre i fiori. Se non è strettamente necessario consigliamo di evitare la potatura, le piante di ortensia si sviluppa naturalmente con una forma arrotondata e una densa vegetazione anche senza alcun intervento da parte nostra!

Se invece i rami sono troppo alti e siamo quindi costretti a potarli per contenere la forma della pianta, allora si posso tagliare circa 15-20cm. Questa operazione deve obbligatoriamente essere effettuata in estate subito dopo la fioritura della pianta, in questo modo verrà stimolata la formazione di nuovi getti che fioriranno l’anno successivo.

Manutenzione

Le ortensie necessitano anche di una costante cura rivolta ad assicurare le condizioni migliori per il loro sviluppo. Oltre a concimazioni, annaffiature e potature la pulizia della base della pianta è importante per aiutare queste piante a crescere meglio. In primo luogo è consigliato mantenerla sempre pulita da erbacce, a questo proposito è sufficiente disporre della corteccia di pino che, oltre a limitare la formazione di piante infestanti, assicura una buona e costante umidità del terreno. In secondo luogo, durante l’inverno, è buona regola rimuovere le foglie cadute delle ortensie perchè quando macerano possono provocare malattie come botrite e muffa.

Come cambiare il colore delle ortensie

Il cambiamento del colore dei fiori delle ortensie è una delle caratteristiche più apprezzate di questa pianta, con un po’ di pazienza e pratica è possibile variare il colore dell’infiorescenza dal rosa più pallido al blu più intenso passando per numerose tonalità come il rosa, il malva e il lavanda.

Prima di addentrarci nell’argomento è bene sapere che non tutte le ortensie possono variare il colore dei fiori, un esempio è dato dalle ortensie a fiore bianco, per le altre invece puoi contribuire ad esaltarne il colore fino a raggiungere un punto di blu intenso o rosso acceso. Le varietà di ortensie più adatte ad essere “modificate” sono sicuramente quelle appartenenti alla specie Hydrangea macrophylla.

Hydrangea macrophylla, varietà che risponde meglio alla variazione di colore

Hydrangea macrophylla, varietà che risponde meglio alla variazione di colore

Il pH del terreno è un fattore determinante per la colorazione delle infiorescenze. Le ortensie a fiore rosa e rosso preferiscono essere messe a dimora in terreni non troppo acidi con valori di pH compresi tra 6,5 e 7,3. Le ortensie a fiore blu vogliono suoli più acidi che presentano valori del pH tra 4,5 e 6,5. Ricapitolando, un terreno con pH 4,5 induce un colore blu intenso, un terreno con pH 5 comporta una colorazioni blu dei fiori, pH 5,5 color malva, pH 6,5 malva-rosa. pH 6,8 rosa e pH 7,3 rosa caldo.

Per variare ed intensificare le colorazioni delle ortensie è comune utilizzare prodotti appositi che sono composti dagli elementi necessari a scatenare la variazione del colore. In commercio esistono arrossanti e azzurranti per ortensie, servono rispettivamente ad intensificare il colore rosso e il colore blu e devono essere applicati dal momento in cui la pianta inizia a vegetare fino alla fine del suo ciclo vegetativo. L’arrossante per ortensie si interra leggermente, sarà poi necessario annaffiare per permettere al prodotto di sciogliersi nel terreno e ripetere l’operazione ogni 2 settimane. L’azzurrante per ortensie è invece composto da solfato di alluminio e deve essere somministrato alla pianta come nel caso precedente. E’ comunque consigliato seguire le indicazioni riportate sull’etichetta del prodotto acquistato.

Ortensie moltiplicazione

La riproduzione delle ortensie si fa per talea. Questo vuol dire che basta tagliare un rametto della pianta e piantarlo in un terreno misto di torba e sabbia in vasi o cassette. Per selezionare il rametto da prelevare bisogna sceglierne uno tra quelli privi di fiori e tagliarlo più in basso possibile, nella parte dove la pianta è leggermente più legnosa.

Ortensie malattie

Le ortensie sono piante robuste che si ammalano poco, ma purtroppo le malattie si possono manifestare a causa di diversi fattori. I principali responsabili sono funghi, condizioni ambientali e insetti.

Le malattie causate da funghi si manifestano generalmente con macchie bianche sulle foglie o da una sorta di polvere giallastra. In questo caso basterà spruzzare sulle foglie una miscela apposita come ad esempio il Duaxo fungicida COMPO, facilmente reperibile nei negozi di giardinaggio e sul nostro sito mygreenhelp.

Se invece l’ortensia presenta foglie scolorite tendenti al giallo, mentre le nervature rimangono verdi, molto probabilmente si tratta di una carenza di elementi che costituiscono il terreno in cui è piantata. La mancanza di ferro nel terreno è causa di clorosi ferrica, in questo caso sarà necessario applicare un apposito prodotto a base di solfato ferroso, come il solfato ferroso Flortis, che serve appunto per correggere le carenze di questo elemento.

Foglie gialle ortensie

Foglie scolorite tendenti al giallo sono causate dalla clorosi ferrica

Gli insetti che generalmente attaccano le piante sono lumache, nematodi, ragnetti e cocciniglia. Se l’ortensia si presenta sofferente per questo motivo lo si vede sempre dalle foglie. Per eliminare afidi, ragnetti e cocciniglia bisogna usare prodotti specifici che si trovano in commercio come ad esempio il Compo Fazilo insetticida.
botrite e muffa.

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