04 Gen

Chinotto, pianta da frutto ornamentale

La famosa bevanda che tutti noi conosciamo prende il nome proprio da questa pianta da frutto. Con il frutto del chinotto, oltre alle bibite gassate si producono anche canditi, marmellate e liquori. Coltivarla in Italia è possibile sia a scopo produttivo che a scopo ornamentale, ma delle precise condizioni pedoclimate devono essere assicurate.

 

Pianta di chinotto caratteristiche

pianta di chinotto
Pianta di Chinotto – Photo by Cassinam – Licenza CC BY-SA 4.0

Il chinotto, Citrus myrtifolia, è una pianta sempreverde del genere citrus appartenente alla famiglia delle Rutaceae. Del genere Citrus fanno parte anche il limone, l’arancio, il mandarino e il pompelmo.

La pianta di chinotto è quindi un agrume, è caratterizzata da un portamento ad albero e la crescita è molto lenta. Le dimensioni massime raggiunte sono di circa 3 metri in altezza.

Dal tronco si ramifica una chioma tondeggiante e compatta, i rami sono privi di spine e sono ricoperti tutto l’anno da piccole foglie ellittiche dal colore verde scuro brillante che ricordano molto le foglie del mirto (ecco perchè si chiama Citrus myrti folia).

La fioritura avviene da aprile a settembre e produce dei piccoli fiori bianchi molto profumati che si dispongono copiosi a grappoli sui rami. Durante la bella stagione sono visitati soprattutto dalle api che hanno il compito di impollinare e quindi rendere possibile la fruttificazione della pianta.

Il frutto del chinotto è di modeste dimensioni e ricorda quelle del mandarino. Il frutto del chinotto appare di colore verde e a maturazione si tinge di un colore arancio intenso.

 

 

 

Chinotto pianta dove si coltiva

La pianta di chinotto ha un’origine incerta, alcuni ricercatori indicano che si sia sviluppata nell’area mediterranea da una mutazione dell’arancio amaro (Citrus aurantium); altri botanici invece, sostengono che la pianta di chinotto provenga dalla Cina (da cui il nome comune “chinotto” proviene) e sia stata introdotta in Italia attorno al 1500.

Il chinotto è comunque diffuso in tutte le regioni mediterranee grazie al clima favorevole che permette a questa pianta di vivere e crescere in piena terra.

In Italia viene coltivato in piena terra soprattutto in Liguria, Toscana, Calabria e Sicilia. Il chinotto in vaso può essere coltivato in tutte le regioni d’Italia tenendo però presente delle particolari condizioni climatiche che necessita.

frutto chinotto pianta
Pianta di Chinotto con frutto maturo – Photo by Nadiatalent – Licenza CC BY-SA 3.0

 

Le varietà di chinotto più diffuse in Italia

Esistono molte varietà di chinotto, le più diffuse in Italia sono il Chinotto Piccolo, il Chinotto Grande e il Chinotto di Savona.

Chinotto Piccolo: è piccolo di dimensioni e ha scopo prevalentemente ornamentale. E’ la varietà più diffusa, lo trovi generalmente in vendita online o nei vivai.

Chinotto Grande: questa varietà è principalmente coltivata per la produzione del frutto del chinotto. Raggiunge un massimo di 3 metri di altezza, è un albero da frutto che puoi piantare in giardino se le condizione climatiche del luogo lo permettono.

Chinotto di Savona: si tratta di una varietà coltivata esclusivamente in Liguria. La pianta supera difficilmente un’altezza di 1 metro e mezzo, i frutti sono verdi e unici per qualità e aroma. Il chinotto di Savona è forse il più celebre e rinomato al mondo, soprattutto a cavallo del ‘900 dai frutti si producevano canditi e altri prodotti alimentari in voga in quell’epoca. Negli anni successivi la coltivazione del chinotto di savona è molto diminuita, una crisi dovuta a svariati motivi di genere economico e agronomico. Il chinotto di Savona è ora presidio Slow Food, l’obiettivo principale è quello di recuperare la coltivazione del chinotto e sostenere pasticceri ed aziende nella produzione dei chinotti canditi. Se desideri ottenere maggiori informazioni sul chinotto di Savona ti suggeriamo di visitare la pagina della fondazione Slow Food a questo link.

 

Chinotto pianta coltivazione in vaso e in terra

Il chinotto è una pianta molto delicata che necessita di particolari condizioni per vivere e crescere in modo rigoglioso. Vediamo qui di seguito gli aspetti fondamentali da considerare.

 

Clima ed esposizione

La pianta di chinotto teme il freddo, già con temperature che si aggirano attorno ai 2-3 gradi inizia a soffrire. Se durante l’inverno la tua pianta di chinotto perde le foglie probabilmento questo è causato dal freddo.

La puoi coltivare in piena terra in zone climatiche mediterranee in cui le temperature non scendono mai al di sotto dello zero termico.

La pianta di chinotto in vaso può essere coltivata in tutto il territorio italiano, importante è coprire la pianta durante l’inverno con un telo che permette di riparala dal gelo. In alternativa puoi portare la pianta in una stanza fresca e luminosa per tutto l’inverno.

La pianta di chinotto necessita di un’esposizione soleggiata al riparo da venti freddi invernali.

 

Terreno

Come tutti gli agrumi anche il chinotto necessita di un terreno argilloso-calcareo. Il drenaggio del terreno deve essere eccellente perché i ristagni idrici possono procurare alla pianta non pochi problemi. Se vuoi rinvasare una pianta di chinotto in vaso scegli sempre un terriccio appositamente formulato per gli agrumi.

 

Annaffiature

In piena terra viene annaffiato durante l’estate e solo durante periodi di maggiore siccità e basse precipitazioni.

Il chinotto in vaso deve essere annaffiato dalla primavera all’estate quando il terreno risulta essere quasi del tutto asciutto. Il vaso deve sempre permettere di far fuoriuscire l’acqua in eccesso, se si dispone di un sottovaso ricordati che non deve esserci acqua al suo interno (questo è considerato un ristagno idrico).

 

Concimazione

Assicurare gli elementi nutritivi necessari alla vita della pianta di chinotto è di fondamentale importanza per ottenere una pianta sana e vigorosa con fioriture e fruttificazioni copiose.

Per le piante in piena terra il concime migliore da utilizzare è lo stallatico, questo è da utilizzarsi al momento dell’impianto e negli anni successivi a fine inverno.

Per le piante in vaso scegli sempre un concime per agrumi, liquido o granulare da applicare generalmente tra febbraio e settembre. Un buon concime biologico per agrumi è il Bio Trissol, lo puoi utilizzare per ottenere un apparato radicale più resistente, per prevenire l’ingiallimento fogliare e per assicurare una nutrizione equilibrata e prolungata alla pianta di Chinotto. In alternativa puoi adoperare dei lupini macinati per agrumi, questi apportano una importante quantità di Azoto nel terreno e ne migliorano le caratteristiche fisiche e biologiche. Infine, per ottenere più frutti e correggere scompensi nutrizionali ti consigliamo di utilizzare l’ottimo concime per agrumi MAX.

 

Potatura

La pianta di chinotto cresce lentamente, pertanto le potature non sono orientate a contenere la crescita della pianta ma piuttosto ad alleggerire la chioma. Nei mesi di ottobre-novembre si potrà procedere all’eliminazione di rami secchi, malati e spezzati.

 

Chinotto frutto: raccolta e utilizzo

Il chinotto si raccoglie da metà settembre a fine novembre. La polpa di questo agrume è acida e amara e sebbene sprigioni un profumo intenso non è commestibile se consumato crudo.

Il frutto del chinotto viene invece ampiamente utilizzato per la preparazione di bevande gassate (come ad esempio l’omonima bibita gassata), liquori e digestivi, marmellate e canditi. Altri usi se ne ritrovano nella cosmesi per la produzione di saponi e detergenti.

 

Malattie pianta chinotto

La pianta di chinotto, come altri agrumi, può essere interessata dall’attacco di parassiti. I più comuni parassiti della pianta di chinotto sono la cocciniglia, il ragnetto rosso e la tignola della zagara. Si combattono eseguendo trattamenti specifici con prodotti consentiti in agricoltura biologica oppure introducendo degli insetti utili a debellare questi parassiti animali.

La pianta di chinotto può anche essere interessata da mal secco, una tipica malattia fungina che colpisce gli agrumi (in particolare il limone) che causa dapprima una colorazione gialla delle foglie e in seguito la loro caduta. La malattia si estende poi ai rami ed infine al tronco.

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