Radice a fittone: significato, esempi e differenze con le altre radici

La radice a fittone è uno dei principali tipi di apparato radicale delle piante. Conoscere questo tipo di radice aiuta a capire meglio come le piante si ancorano al terreno, come si nutrono e perché alcune specie resistono meglio alla siccità o al vento. In questa guida vedremo cos’è la radice a fittone, le sue caratteristiche, in cosa si differenzia dalle radici fascicolate e dalle radici avventizie, e quali piante e alberi la possiedono.
Indice
Cos’è la radice a fittone
La radice a fittone è caratterizzata da un’unica radice principale, molto più sviluppata delle altre, che cresce in profondità nel terreno. Da questa radice partono radici secondarie più sottili che si diramano lateralmente.
Questo tipo di radice si forma soprattutto nelle piante dicotiledoni e serve per:
- Ancorare la pianta in modo stabile al terreno
- Raggiungere acqua e nutrienti negli strati profondi
- Accumulare sostanze di riserva (pensiamo a carote e ravanelli)
Radice a fittone: caratteristiche principali
Le piante che sviluppano radici a fittone hanno alcune caratteristiche comuni:
- Crescita verticale verso il basso della radice principale
- Profondità maggiore rispetto alle radici superficiali
- Stabilità della pianta anche in condizioni di vento
- Maggiore resistenza alla siccità, perché le radici raggiungono l’acqua più in profondità
Differenza tra radici a fittone, fascicolate e avventizie

Differenza tra radici a fittone, fascicolate e avventizie
Oltre alle radici a fittone, in botanica troviamo altri tipi di apparato radicale:
Radici fascicolate
Le radici fascicolate sono composte da molte radici sottili e tutte simili tra loro. Non c’è una radice principale dominante. Sono tipiche di piante come graminacee, cipolla e porro.
Radici avventizie
Le radici avventizie si sviluppano da parti della pianta diverse dalla radice principale, ad esempio dai fusti o dai nodi. Sono comuni in molte piante rampicanti e in alcune erbacee.
Esistono diversi tipi di radici avventizie, a seconda della funzione:
- Di sostegno, come quelle del mais, che partono dai nodi del fusto e servono a stabilizzare la pianta.
- Di adesione, come nell’edera, che si formano lungo i fusti e permettono alla pianta di aggrapparsi a muri e superfici verticali.
- Di propagazione, come nella fragola, che nascono dagli stoloni.

Diversi tipi di radici avventizie
Esempi di piante e alberi con radice a fittone

Alcuni esempi di piante con radice a fittone
Ecco alcune piante molto comuni che sviluppano radici a fittone, divise per categorie:
- Ortaggi e piante da orto: carota, ravanello, prezzemolo, pastinaca, barbabietola, sedano rapa.
- Piante spontanee ed erbacee: tarassaco, papavero, cicoria selvatica, liquirizia, consolida.
- Alberi e arbusti: quercia, pino, noce, faggio, mandorlo, pero selvatico, carrubo, frassino.
- Altre piante: girasole, vite, lupino, ricino.
Questo tipo di apparato radicale consente loro di crescere anche in terreni poveri di acqua, grazie alla capacità del fittone di raggiungere strati profondi del suolo.
Perché è utile conoscere i tipi di radici
Sapere distinguere tra radice a fittone, radici fascicolate e radici avventizie non è solo una curiosità botanica.
Queste nozioni sono utili quando si coltivano piante in giardino o nell’orto, perché aiutano a capire:
- quanto spazio serve sotto terra,
- come la pianta reagisce alla siccità,
- se sopporta bene il trapianto.
Sono conoscenze semplici che permettono di osservare meglio la natura e di scegliere le piante più adatte al proprio terreno.
Domande frequenti
Quali sono le piante con radici a fittone?
Molti alberi (quercia, pino, noce) e ortaggi come carota e ravanello hanno radici a fittone.
Qual è la funzione della radice a fittone?
Serve per ancorare la pianta, raccogliere acqua e nutrienti in profondità e, in alcuni casi, immagazzinare sostanze di riserva.
Come distinguere una radice a fittone da una radice fascicolata?
La radice a fittone ha un asse centrale molto sviluppato, mentre le radici fascicolate sono tutte simili e senza una principale dominante.



